1 Giugno 2020, festa del beato Scalabrini

Padre Chiarello, superiore generale scalabriniano: “Non abbiamo perso lo spirito del Fondatore

Il 1 giugno 1905 moriva a Piacenza monsignor Giovanni Battista Scalabrini, fondatore della congregazione dei missionari di San Carlo. In occasione della festa del Padre dei migranti, ecco alcuni estratti dal messaggio di padre Leonir Chiarello, superiore generale della congregazione scalabriniana, dal titolo Spirito di verità, di carità e di libertà.

Spirito di verità

«In questo tempo di sovranismi, di “noi prima degli altri”, la consacrazione ci chiede di testimoniare che prima di tutto è la fratellanza. È perché la fratellanza è stata incrinata, spesso spezzata, a volte rifiutata per chi viene classificato come straniero che lo Spirito ha guidato il Fondatore sul cammino dei migranti. È perché in loro, e in noi con loro, rischia di tardare il mondo nuovo che lo Spirito ha inaugurato a Pentecoste che è nata in noi la vocazione di seguire il beato Scalabrini. Nella ricerca della verità, la verità loro e la verità nostra, quel sole divino ci fa riscoprire quello che di più vero è in noi: testimoni di fratellanza perché figli dello stesso Padre».

Spirito di carità

«Stiamo stati colti di sorpresa da questi mesi di confinamento. Ma abbiamo saputo adattarci in fretta. Le chiese chiuse non hanno fermato l’annuncio della parola. Le case del migrante e i centri di accoglienza di migranti, rifugiati e marittimi non hanno rattrappito lo spirito di accoglienza. Anzi, in tutti i luoghi si sono moltiplicate iniziative di solidarietà per assicurare ai migranti ospiti la possibilità di rimanere in sicurezza. E molte parrocchie e missioni hanno attivato servizi di sostegno per chi non aveva un guadagno, non aveva da mangiare. Non occorre citare nomi o posti, ma è confortante constatare che non abbiamo perso lo spirito del Fondatore, che in simili circostanze ha attivato tutti i mezzi che aveva per soccorrere chi era nel bisogno».

Spirito di libertà

«Lo Spirito è stato effuso perché tutti acquistino la libertà che non è frutto dell’avere, ma dell’essere. Per questo abbiamo fatto voto di obbedienza, obbedienza al disegno di Dio di rinnovare il mondo attraverso il suo Spirito, che ci permette di seguire il Maestro che ci ha convocato sul monte e ci ha inviato nonostante i nostri dubbi. Sotto la guida dello Spirito, dobbiamo interrogarci sulla nostra obbedienza e la nostra libertà. (…)

È tempo di ripresa, ancorché differenziata. È tempo di uscire dal cenacolo e correre, liberi perché veri, veri perché pieni di amore per il grande progetto che lo Spirito sta costruendo e per la via che il Fondatore ci ha additato».

Intervista a padre Gazzola

Il 1 giugno 2020 padre Sandro Gazzola, superiore della Casa Madre dei missionari scalabriniani a Piacenza ed ex generale scalabriniano, è intervenuto nella trasmissione Bel tempo si spera di Tv2000 per parlare della figura del Fondatore e raccontare le attività della missione di Santa Maria della Luce a Roma. «[Il beato Scalabrini] era una persona profondamente radicata nell’umanità – ha dichiarato padre Gazzola – cioè capace di vedere, si sentire, di accorgersi dei problemi delle persone accanto a lui».