A Piacenza un museo multimediale dedicato a Scalabrini racconta la storia dell’emigrazione emiliano-romagnola dal 1876 ad oggi

Si chiama Museo Emigrazione Scalabrini (MES) ed è stato inaugurato il 30 novembre 2019 nei locali della Casa Madre degli scalabriniani

Piacenza, la città di cui il beato Giovanni Battista Scalabrini fu vescovo dal 1876 fino alla morte, ha un nuovo museo dedicato all’emigrazione. Si chiama Museo dell’Emigrazione Giovanni Battista Scalabrini, o più semplicemente Museo Emigrazione Scalabrini (MES) ed è stato inaugurato il 30 novembre 2019.

Da Piacenza al mondo

Lo sguardo attento del fondatore della congregazione scalabriniana sulle migrazioni (che nel 1892 scriveva nella sua Lettera ai missionari per gl’italiani nelle Americhe: «Mentre il mondo si agita abbagliato dal suo progresso (…) si va maturando quaggiù un’opera ben più vasta, ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti gli uomini di buon volere») ebbe un suo saldo appiglio nell’osservazione di quanti lasciavano il territorio piacentino ed emiliano-romagnolo in cerca di una vita migliore nelle Americhe.

Ed è proprio questa la storia raccontata dal nuovo museo, la cui realizzazione è stata decisa durante il XV Capitolo generale svoltosi lo scorso anno a Rocca di Papa. Curato dall’architetto Manuel Ferrari, responsabile dell’Ufficio Beni Culturali della diocesi di Piacenza-Bobbio, e ospitato nei locali della Casa Madre della congregazione scalabriniana, il MES e promosso con il contributo di Fondazione Centro Studi Emigrazione di Roma (CSER), Fondazione Migrantes e Fondazione di Piacenza e Vigevano.

Una visione profetica sulle migrazioni

Lungo il percorso la narrazione è resa suggestiva da immagini, video e suoni che si combinano nel progetto realizzato da Twin Studio. Il visitatore incontra diverse ricostruzioni di ambienti, tra le quali una stanza delle case rurali tipiche del piacentino, un angolo della terza classe della nave Giulio Cesare.

Ha inoltre la possibilità di approfondire la conoscenza del fenomeno migratorio grazie alle risorse archivistiche messe a disposizione dalla congregazione scalabriniana, il cui Fondatore compare da ultimo come ologramma a raccontare la propria profetica visione del fenomeno. Padre Gabriele Beltrami, direttore dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani (UCoS), ha realizzato un’anteprima del percorso offerto dalle quattro sale del MES.

Padre Borin: “È uno strumento prezioso

All’evento del 30 novembre, svoltosi proprio nella Casa Madre dei missionari (custode delle memorie del Fondatore e della famiglia scalabriniana e centro di formazione permanente), hanno partecipato tra gli altri monsignor Gianni Ambrosio, vescovo della diocesi di Piacenza-Bobbio, padre Gianni Borin, vicario generale della congregazione scalabriniana, e padre Lorenzo Prencipe, presidente  CSER.

A Piacenza un museo multimediale dedicato a Scalabrini racconta la storia dell’emigrazione emiliano-romagnola dal 1876 ad oggi Si chiama Museo Emigrazione Scalabrini (MES) ed è stato inaugurato il 30 novembre 2019 nei locali della Casa Madre degli scalabriniani

«Mi auguro che anche papa Francesco, così attento sul tema, possa venire in futuro a visitare questo luogo» ha detto nel suo intervento monsignor Ambrosio, che ha tagliato il nastro inaugurando ufficialmente il MES.

«Questo museo è frutto del lavoro di molte persone, che ringraziamo di vero cuore – ha dichiarato padre Gianni Borin portando i saluti del superiore generale, padre Leonir Chiarello, che sta ultimando la sua visita canonica alla Provincia scalabriniana Santa Francesca Cabrini È uno strumento prezioso, che attualizza il messaggio evangelico del Beato G.B. Scalabrini, valorizza la nostra Casa Madre, la Chiesa e la Città di Piacenza. Ci auguriamo che possa essere frequentato con frutto. La qualità della vita delle generazioni future è nelle nostre mani».

Orari e altre info

Il museo si trova nella Casa Madre dei missionari scalabriniani, in via Francesco Torta 14, e inizialmente resterà aperto solo il sabato e la domenica, dalle 15,00 alle 18,00. A partire dalla metà di marzo 2020 sarà invece possibile visitarlo anche negli altri giorni ma solo su prenotazione.

Per info e prenotazioni: 0523.348611, museoscalabrini@gmail.com