Brasile: verso la nuova legge migratoria

Da anni si sottolinea l’importanza di cambiare lo “Statuto dello Straniero”, la legge migratoria in Brasile. Finalmente il 6 novembre 2016 è stato approvato un nuovo progetto di legge. Padre Paolo Parise ci racconta il contributo di Missão Paz

Da vari anni organizzazioni della società civile e gruppi universitari sottolineano l’importanza di cambiare la legge migratoria in vigore in Brasile (Legge 6.815/1980). Denominata Statuto dello Straniero ed elaborata durante la dittatura militare (1964-1985), è retta da una visione di sicurezza nazionale che annulla i diritti dei migranti e rende impossibile la regolarizzazione di quelli entrati nel territorio nazionale in maniera irregolare.

Lo Statuto vieta inoltre ai migranti che vivono in Brasile la partecipazione politica e sindacale, le manifestazioni e le associazioni. Con l’approvazione della Costituzione Federale del 1988, tale legge è diventata anacronistica e, in alcuni punti, addirittura incostituzionale.

La necessità di un cambiamento legale

Sin dagli inizi del nuovo millennio vari gruppi della società brasiliana hanno contribuito a riflettere sulla necessità di un cambiamento legale. Un percorso confluito nella Proposta di Legge del 2009, che è però rimasta praticamente insabbiata nelle commissioni della Camera dei Deputati. Nel 2013 il senatore Aloysio Nunes ha presentato quindi un’altra proposta, il progetto Legge del Senato 288/2013.

L’anno successivo il Ministero della Giustizia ha creato una commissione di specialisti per l’elaborazione di un preprogetto che garantisse i diritti dei migranti in territorio nazionale. Parte di tali intuizioni sono state inserite nel progetto del senatore Nunes designato Progetto di Legge 2516/2015. La Camera ha creato una commissione di ventisette deputati che nel luglio 2016 ha presentato un testo sostitutivo del relatore deputato Orlando Silva. Il 6 novembre 2016 la Camera dei Deputati ha approvato il progetto di legge, che è tornato al Senato per l’ultimo esame.

Missão Paz

Questo il percorso compiuto negli ultimi anni nella direzione di una nuova legge di migrazione. Fra gli attori sociali che hanno dato un importante contributo nel suo avanzamento c’è Missão Paz, centro integrato per i migranti che appartiene ai missionari scalabriniani.

La struttura, oltre a offrire innumerevoli servizi di prima accoglienza (Casa del Migrante, consulenza documentazione, corsi di lingua portoghese, sportello lavoro, assistenza medica, psicologica e giuridica ecc.), porta avanti un’azione di advocacy che ha raggiunto importanti traguardi nel contesto comunale e nazionale.

I traguardi a Brasilia e São Paulo

In ambito nazionale, ricordiamo i contributi in udienze pubbliche nelle commissioni della Camera dei Deputati; la partecipazione nei gruppi di lavoro con il relatore e il presidente della commissione speciale; testi sostitutivi e incontri negli uffici di diversi schieramenti politici; riunioni nei ministeri. In particolare, negli ultimi mesi una rappresentante della Missão Paz è stata costantemente presente nella capitale federale, Brasilia, per preparare la votazione della legge migratoria alla Camera.

Il primo grande sforzo si è concentrato sull’ordine del giorno delle votazioni, facendo pressione perché la questione fosse considerata una priorità. Si è cercato poi anche di aumentare il numero dei consensi a favore del nuovo progetto di legge. Il risultato di tanto lavoro è stata, come già osservato, l’approvazione nella notte del 6 novembre 2016.

In ambito comunale, il 2016 è stato un anno caratterizzato dall’elaborazione e dall’approvazione della legge migratoria della città che più accoglie migranti in Brasile: São Paulo. Anche in questo caso, Missão Paz è stata invitata dal comune per collaborare nel processo. In maniera analoga all’attuazione nazionale, anche nel contesto della grande metropoli brasiliana, la struttura scalabriniana ha avuto un ruolo attivo con un lavoro corpo a corpo con gli assessori comunali per approvare la legge.

Padre Paolo Parise, cs