Canada, tre parrocchie per i migranti stagionali

Durante la visita canonica in Canada, padre Sandro Gazzola, superiore generale della congregazione scalabriniana, ha incontrato i missionari che sostengono i migranti messicani e guatemaltechi impiegati nelle nelle farm

La conclusione della seconda guerra mondiale lascia diversi paesi europei in uno stato di miseria che spinge tante persone ad intraprendere la via dell’emigrazione. Mamma, dammi cento lire, che in America voglio andar… è il motivo musicale che accompagna centinaia di migliaia di persone nella traversata dell’oceano verso le Americhe. Risale proprio a quegli anni la nascita di molte nostre iniziative in Nord America.

Anche qui, a Vancouver (Canada), arrivano molti migranti europei: soprattutto italiani, portoghesi, tedeschi. Agli inizi degli anni Sessanta i padri scalabriniani danno inizio al loro servizio, dapprima accampandosi in cappelle, poi insediandosi in maniera stabile nelle tre attuali parrocchie, molto diverse una dall’altra: Our Lady of Sorrows, Our Lady of Fatima e Saint Helen.

Le porte dell’accoglienza

Nella chiesa di Our Lady of Sorrows risiedono e lavorano padre Richard Zanotti, padre Eduardo Quintero e padre Pierre Vertus. Qui, verso la metà degli anni Settanta, la scelta di aprirsi alla nuova migrazione degli hispanos portò una ventata di vita e di aria nuova.

La parrocchia di Our Lady of Fatima, retta da padre Leonardo Rocha, continua invece a essere il punto di riferimento per la numerosa comunità portoghese. Soprattutto durante le celebrazioni più significative, come quelle in onore delle apparizioni di Fatima.

La chiesa di Saint Helen, che si trova a Burnaby – città contigua a Vancouver – è considerata la parrocchia italiana. Qui lavorano padre Antonio Tapparello e padre Rosemond Sylvestre. La comunità italiana è ancora numerosa, vivace, attiva, anche se ormai sta invecchiando e non si vede all’orizzonte un ricambio etnico. In ogni caso, queste nostre parrocchie godono della partecipazione di tanti cristiani che vengono dall’Asia e che ritrovano in queste nostre chiese le porte aperte all’accoglienza.

Un progetto importante

Lo sguardo al futuro vede un progetto molto interessante. L’arcidiocesi di Vancouver ha affidato a padre Richard Zanotti il coordinamento e l’animazione di una nuova pastorale che può benissimo definirsi come intuizione dei segni dei tempi: l’accompagnamento dei migranti stagionali che, in numerosi luoghi sparsi attorno alla città, lavorano nelle farm. Sono in genere messicani e guatemaltechi, che trascorrono a volte quasi un anno intero a lavorare nella coltivazione degli ortaggi e della frutta.

La loro dislocazione geografica li rende poveri di comunicazioni o addirittura isolati, privi di sostegno e di rapporti con altra gente. È una pastorale fatta di continui spostamenti in auto per poter incontrare e avvicinare più gente possibile. Il momento della celebrazione religiosa diventa anche l’occasione per condividere il pasto e l’amicizia.

La cosa che mi sembra molto importante è che questo progetto è stato voluto, sostenuto, e appoggiato dai missionari delle tre parrocchie e, nel limite delle possibilità, tutti si prestano a aiutare nel servizio pastorale di questo progetto. La fatica del pensare e del progettare qualcosa di nuovo ha prodotto un altro effetto importante: esso è diventato un progetto della Chiesa locale, cioè dell’arcidiocesi di Vancouver. Non solo: questa iniziativa sta motivando e coinvolgendo parecchi laici che con fedeltà, costanza e impegno prestano il loro contributo e la loro competenza a fianco dei nostri confratelli.

Padre Alessandro Gazzola