Vino e cultura nel Solco degli emigranti

Presentato a Roma, nel Complesso Monumentale del Vittoriano, il volume che racconta il contributo essenziale degli italiani nel campo della viticoltura. Tra i promotori anche la Fondazione Migrantes

Coraggio, tenacia, intraprendenza sono alcune delle caratteristiche degli emigranti italiani nel mondo. Lo ha ricordato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel saluto che ha fatto pervenire alla presentazione del volume Nel solco degli emigranti. I vitigni italiani alla conquista del mondo promosso da Società Geografica Italiana ONLUS, Fondazione Migrantes e Università di Roma La Sapienza con il patrocinio dell’EXPO 2015.

Ventisei autori per un percorso di degustazione

Nella cornice del Complesso Monumentale del Vittoriano a Roma, che ospita da anni il Museo dell’Emigrazione Italiana, si è ricordato il contributo essenziale degli italiani nel campo della viticoltura, realtà che dice sapienza tramandata nel tempo che si è diffusa pressoché in ogni angolo del pianeta e che rende onore al Belpaese.

Ventisei autori coordinati da Flavia Cristaldi e Delfina Licata hanno tracciato con i loro studi un percorso di degustazione di storie diverse, immagini, narrazioni di diciannove paesi presi in esame. Una dedizione quella italiana che ha premiato, direttamente e non, i milioni di emigranti che hanno lasciato l’Italia dalla fine dell’Ottocento fino, come leggiamo sui quotidiani, ad oggi.

Nella cultura del vino il prestigio dell’Italia

Il vino ha viaggiato non solo come bene, ma come nome: infatti, tale termine prende vita dal sostrato mediterraneo, una voce che apparteneva ai più antichi abitatori dell’area. Viaggiando esso ha creato legami insperati, forse, ma che nei secoli hanno collegato popoli e culture, trasmettendo saperi, conoscenze e il prestigio dell’Italia. L’auspicio è che il volume serva a riportare l’attenzione su questo aspetto dell’immenso patrimonio italiano, ma sparso fuori dal nostro paese.

Gabriele Beltrami