Scalabriniani: 25 anni di presenza ad Haiti

Nel numero 4/2019 della rivista Scalabrinianiil racconto di un quarto di secolo trascorso dai missionari al servizio di migranti e rifugiati nell’arcidiocesi di Port-au-Prince

Scalabriniani: 25 anni di presenza ad Haiti Nel numero 4/2019 della rivista Scalabriniani, il racconto di un quarto di secolo trascorso dai missionari al servizio di migranti e rifugiati nell’arcidiocesi di Port-au-Prince

Nel numero di luglio-agosto 2019 della rivista Scalabriniani padre Richard Gérard, direttore spirituale presso il Séminaire Saint Charles di Haiti e superiore locale della comunità scalabriniana, racconta la storia, iniziata esattamente venticinque anni fa, della presenza dei missionari di San Carlo ad Haiti (dove oggi è anche attivo un progetto dell’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo – ASCS Onlus)

Ecco un estratto dal suo articolo Scalabriniani: 25 anni di presenza in Haiti pubblicato in Nord/Centro America (pp. 26-27), la sezione dedicata alla cronaca degli incontri e delle iniziative di realtà e parrocchie scalabriniane nel territorio indicato (in questo caso, la Provincia scalabriniana San Carlo Borromeo, che comprende USA e Canada est, Colombia, Ecuador, Haiti e Venezuela e Repubblica Dominicana).

Scalabriniani è il bimestrale dell’Associazione Scalabriniana ONLUS che promuove la solidarietà culturale, sociale e religiosa nei confronti dei migranti. Le sue pagine raccontano la vita missionaria, gli incontri di studio, le storie dei rifugiati e la quotidianità delle case di accoglienza scalabriniane nel mondo. Dal 2019 la rivista si presenta con una veste grafica completamente rinnovata.

Scalabriniani: 25 anni di presenza in Haiti

Scalabriniani: 25 anni di presenza ad Haiti Nel numero 4/2019 della rivista Scalabriniani, il racconto di un quarto di secolo trascorso dai missionari al servizio di migranti e rifugiati nell’arcidiocesi di Port-au-Prince

«Questo giubileo è per noi un’occasione di manifestare riconoscenza ai nostri confratelli che si sono impegnati, in questi venticinque anni, nel diffondere il carisma del beato Giovanni Battista Scalabrini in Haiti.

«Hanno dedicato alcuni anni della loro vita a impiantare la presenza della congregazione in questo piccolo e povero angolo remoto del globo. Siamo veramente grati al Signore che ha guidato i passi dei nostri confratelli, per questo lungo periodo, al servizio dei fratelli e delle sorelle più bisognosi di questo luogo».

I progetti per l’attenzione ai poveri

«Venticinque anni sono già un numero congruo per fare delle considerazioni: quel primo seme gettato con fede nella terra buona ha portato i suoi frutti. Oggi sono ventotto i padri haitiani formati nel seminario e operanti nel mondo. Abbiamo accolto la presenza scalabriniana, partecipando alla sua crescita. In questi anni l’attività prevalente è stata l’impegno nel sociale nell’ottica di migliorare le condizioni di vita dei poveri, dando loro una speranza concreta.

«Il grande investimento dei primi anni, che continua ancora oggi, è l’attività di promozione umana, l’attenzione ai poveri con disparati progetti. Si parla di educazione, sanità, costruzione di case, animazione di centro educativo e ricreativo, denominato Kay Beniamino in onore del nostro compianto padre Beniamino Rossi, morto in Haiti. Poi una scuola primaria e un liceo, dove studiano ottocento alunni».

Presenti per dare speranza

«Dal 2011 ci occupiamo di una missione in favore dei profughi a causa del terremoto del 2010. Si tratta di una realtà molto attiva e partecipativa, fatta da tante persone che hanno perso e quindi poveri e bisognosi. Cerchiamo di far presente il Regno di Dio in mezzo a questa gente, cercando di dare loro speranza.

«L’opera degli scalabriniani in Haiti ha avuto un cammino faticoso, ma non ci sono state né incertezze né ritardi nelle varie fasi di sviluppo, grazie ai passi decisi dei primi confratelli che, forti nella fede e mossi dal carisma scalabriniano, si sono lanciati con generosa abnegazione, sfidando ogni possibile pretesto di sconforto per difficoltà».

Un canto di lode

«Ricordando i primi tempi dell’inizio della missione scalabriniana in terra haitiana, incoraggiamo i giovani a continuare con lo stesso entusiasmo e ardore degli inizi, anche se lungo il cammino ci sono stati, e ci saranno ancora, tante difficoltà. Però dobbiamo camminare sempre con la certezza che il Signore continua a sostenere ed a guidare i nostri passi in questo mondo.

«Il 28 novembre 2019 concludiamo l’anno di ringraziamento al Signore per iventicinque anni di presenza scalabriniana; in quel giorno invito tutti a innalzare un canto di lode e di ringraziamento al Signore per le meraviglie da Lui compiute in questi anni e per implorare rinnovate grazie e benedizioni per la nostra comunità in Haiti, per la Chiesa haitiana e per tutta la nostra congregazione».