Scritti

Giovanni Battista Scalabrini – Scritti

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“Vescovo al cui cuore non bastò una diocesi”

Il beato Scalabrini lascia diverse opere di vario carattere e natura: dalle conferenze sul Concilio Vaticano I, quando ancora era parroco a Como (1873) agli scritti sul catechismo, dall’intervento sulla questione che in seno alla Chiesa divideva transigenti e intransigenti (1885) alle opere sull’emigrazione, fino all’opuscolo Il socialismo e l’azione del clero che ebbe ben due edizioni nel corso del 1899.

Dopo la sua morte vennero curati e pubblicati altri suoi scritti: il Memoriale sulla Congregazione o Commissione “Pro Emigratis catholicis” del 1905, il Carteggio Scalabrini-Bonomelli (1868-1905) e la raccolta delle Lettere Pastorali (1876-1905).

Da questi scritti emerge l’anima pastorale di Scalabrini: non uomo di pensiero in primo luogo, ma vescovo e pastore attento al bene delle persone che gli sono affidate. E non solo. Venne infatti definito “vescovo al cui cuore non bastò una diocesi”, essendosi fatto carico di questioni che interessavano la Chiesa intera, in primo luogo le migrazioni.