Organismi ecclesiali

Organismi ecclesiali

Guido_da_Siena_-_Fuga_in_Egitto

La presenza scalabriniana

I missionari scalabriniani sono presenti nei servizi nazionali della Pastorale della Mobilità Umana delle Conferenze Episcopali di Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Cile, Guatemala, Filippine, Francia, Perù, Uruguay, Venezuela.

Sono presenti anche nel Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e in altri Segretariati pastorali di alcune diocesi.

Scalabriniani e Organismi ecclesiali

Scalabriniani e Organismi ecclesiali è il primo convegno di congregazione dedicato ai confratelli che lavorano negli organismi ecclesiali (Buenos Aires, 6 – 10 febbraio 2005). È questo uno dei settori specifici in cui la congregazione sta investendo sempre più risorse umane e finanziarie, perché costituisce un campo strategico per la specificità del carisma scalabriniano.

Scopo del convegno era l’individuazione dei principi e degli obiettivi che ispirano il servizio scalabriniano negli organismi ecclesiali, la ricerca di metodi e strategie comuni, la scelta di mezzi e risorse adeguate per il coordinamento del settore.

Cinquanta missionari scalabriniani inseriti in venti Conferenze episcopali e in diverse regioni ecclesiastiche e diocesi dell’America, dell’Asia, dell’Africa, dell’Australia e dell’Europa collaborano con le varie diocesi secondo di rispondere alle tante sfide, talora difficili e perfino rischiose, provocate da chi è già emigrato, da chi tenta oggi di emigrare, da chi è respinto, là soprattutto dove il movimento migratorio si configura come fenomeno di massa, come spinta inarrestabile, nonostante i rigidi controlli alla frontiera e sul territorio.

Ospite di eccezione dell’incontro a Buenos Aires, per quasi tutto il convegno, è stato il vescovo di San Marcos, vescovo di frontiera non solo perché la sua diocesi è situata in Guatemala al confine col Messico, dove è particolarmente pressante il flusso di aspiranti all’ingresso nell’America del Nord o di respinti da quei Paesi del benessere, ma pure perché per le sua posizioni evangelicamente franche e coraggiose rischia di meritarsi la stessa sorte che ha colpito Oscar Romero; dice che la presenza di qua e di là della frontiera, in Guatemala e Messico, dei padri scalabriniani lo incoraggia a proseguire.

Graditissima la visita, duranti i lavori, anche dell’allora cardinale Jorge M. Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires e Primate della Chiesa in Argentina.