Africa: una Chiesa che si prende cura del migrante

Dal 21 al 23 gennaio 2016 si svolgerà a Brazzaville (Repubblica del Congo) la prima “Conferenza Internazionale sulla Teologia della Mobilità Umana”. Per una riflessione teologica sulla cura pastorale dell’umanità migrante in Africa

Per iniziare una riflessione teologica sulla cura pastorale dell’umanità migrante in Africa, il Simposio delle Conferenze Episcopali d’Africa e Madagascar (SECAM) e l’Associazione delle Conferenze Episcopali della Regione dell’Africa Centrale (ACERAC), in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI) e la Commissione internazionale cattolica per le Migrazioni (ICMC), hanno organizzato una Conferenza Internazionale sulla Teologia della Mobilità Umana a Brazzaville (Repubblica del Congo), dal 21 al 23 gennaio 2016, che vedrà la partecipazione di alcuni relatori specializzati sul tema e coordinatori pastorali in Africa.

Nei prossimi giorni a Brazzaville, nella Repubblica del Congo, avrà luogo la prima Conferenza sulla Teologia della Mobilità Umana in Africa. I Missionari scalabriniani, attraverso il SIMI, istituto incorporato alla Pontificia Università Urbaniana che offre dal 2000 la formazione in Teologia Pastorale della Mobilità Umana, sono tra i promotori dell’evento e, operando da quasi 130 anni nel settore pastorale a fianco dei migranti, hanno voluto questo incontro per sottolineare un approccio globale e variegato al fenomeno migratorio richiede oggi.

I temi in programma nella prima giornata spazieranno dal nesso tra migrazione e sviluppo in Africa, con la partecipazione, ad esempio, di Johan Ketelers, Segretario Generale della Commissione internazionale cattolica per le Migrazioni (ICMC) e di vari ricercatori provenienti da altri centri africani di studio sul fenomeno migratorio, come quello del Ghana, ad un approfondimento della migrazione e dello sviluppo in Africa secondo una prospettiva spiccatamente teologica.

La seconda giornata indagherà il binomio di migrazione e sviluppo attraverso il focus sulle buone pratiche pastorali a partire da esperienze in Angola, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. Sarà quindi dato spazio anche a dinamiche laboratoriali dei gruppi presenti per la ricerca di adeguate e efficaci risposte pastorali.

I partecipanti, tra i quali diversi vescovi – da Ghana, Gabon, Rep. Centrafricana e Rep. Del Congo – e segretari generali di numerose conferenze episcopali africane, affronteranno anche il delicato tema dei conflitti e delle migrazioni forzate nella realtà africana, in particolare modo in Africa Centrale e Sud Africa, saranno ovviamente oggetto delle tre giornate di studio, anche grazie alla partecipazione di Sergio Carciotto, direttore dello Scalabrini Institute for Human Mobility in Africa (SIHMA), giovane realtà nata in una terra profondamente segnata dal fenomeno della segregazione razziale e dall’arrivo di numerosi richiedenti asilo.