A New York, riunione dei rappresentanti dei servizi della congregazione scalabriniana

La Direzione generale dei missionari scalabriniani ha convocato dal 21 al 23 luglio 2015 nella città americana i rappresentanti delle varie aree di servizio nel mondo per la definizione di un programma comune

Il fenomeno della mobilità umana è sfaccettato e presenta sfide complesse anche per l’approccio di una congregazione come quella scalabriniana, impegnata da quasi 130 anni al servizio dei migranti e rifugiati.

È questo il motivo per il quale la direzione generale dei missionari scalabriniani, secondo le indicazioni del Capitolo Generale (XIV CG, 12), ha convocato a New York dal 21 al 23 luglio 2015 i rappresentanti di diverse aree di servizio specifico: lo Scalabrini International Migration Institute (SIMI), l’Istituto Teológico São Paulo (ITESP), il settore comunicazione, i centri studio, lo Scalabrini International Migration Network (SIMN), la rete dell’Apostleship of the Sea (AOS) e quella delle Case del Migrante, gli organismi ecclesiali e, per la direzione generale, padre Alfredo J. Gonçalves, vicario generale.

La Direzione generale dei missionari scalabriniani ha convocato dal 21 al 23 luglio 2015 a New York i rappresentanti delle varie aree di servizio della congregazione per la definizione di un programma comune

Un piano strategico per aiutare i migranti

A dare il via al meeting, la chiarificazione degli obiettivi e della proposta metodologica sottostante il piano strategico di sinergia tra i servizi e gli ambiti della congregazione. La presenza di Michael P. Hoffman, esperto del settore, ha precisato il compito dei confratelli riuniti. Sono emersi i punti di forza e le parole chiave ma anche le sfide che attendono una congregazione desiderosa di operare in ambito migratorio come un corpo solo. Ogni rappresentante ha quindi presentato una sintesi attuale del proprio lavoro, premessa fondamentale per conoscere, giudicare e quindi mettersi in azione.

La prima fase è terminata con la definizione di missione, visione e obiettivi da un lato e di strategie comuni tra i quattro servizi e le reti di ambiti dall’altro. Sull’esempio del beato Scalabrini, i partecipanti hanno sottolineato la visione sull’umanità in movimento del Buon Pastore, mettendo prima di tutto la promozione di ogni migrante, che si esplica nella missione finora espressa, nella visione cristiana del fenomeno e nel contributo all’animazione delle Chiese locali per un’apertura ecumenica verso il migrante.

La partecipazione di padre Ciceri all’Assemblea generale dell’ONU

L’incontro dei settori pastorali ha prodotto una proposta di documento contenente alcune azioni e iniziative concrete che nei prossimi anni le varie reti si impegnano a sviluppare. Ora il documento arriverà nelle mani del Consiglio di congregazione previsto per il prossimo mese di settembre in Portogallo. In quell’occasione sarà compito dei superiori delle varie aree geografiche approvare il documento e così dare il via ufficiale al piano che unisce simmetricamente le differenti dimensioni della famiglia scalabriniana.

A margine dell’incontro, alcuni dei partecipanti sono intervenuti nella Assemblea generale dell’ONU in corso a New York. L’occasione è stata offerta dalla presentazione del volume Fishers and Plunderers. Theft, violence and slavery at sea curato dallo scalabriniano padre Bruno Ciceri, incaricato dell’Apostolatus Maris in seno al Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti.

Di seguito l’intervento di padre Ciceri.

Traffico umano e schiavitù nell’industria della pesca

«Quando un uomo è alla ricerca disperata di lavoro, si trova in una industria o su un peschereccio o in un campo, lavorando e faticando, per poco o per nessuna paga, e picchiato se tenta di scappare – questa è schavitù».

Barak Obama, 25 Settembre 2012

ciceri fishers and plunderers onuLa tratta di esseri umani è un business di molti milioni di dollari. Colpisce l’industria marittima a vari livelli e utilizzando metodi che variano a seconda della situazioni e del tipo di nave. Le persone vittime di traffico vengono trasportate in container per spedizioni che le autorità portuali non possono controllare uno ad uno.

Il traffico umano offre all’industria della pesca degli schiavi a bordo e a terra nell’industria di lavorazione del pesce. Il giornalismo investigativo di diversi quotidiani ha denunciato lo sfruttamento, gli abusi e il traffico di persone nell’industria della pesca, specialmente in Asia, e ci sono ragioni sufficienti per ritenere che una porzione significativa di pesce importato negli USA sia il prodotto finale del lavoro forzato di queste vittime.

ciceri onuQuesto volume esplora e denuncia il mondo nascosto dello sfruttamento, gli abusi di diritti umani e il traffico di persone all’interno dell’industria globale della pesca. Si propone di sensibilizzare circa le sofferenze dei migranti vittime di traffico e suggerisce la collaborazione tra funzionari governativi e NGO della società civile, incluse le organizzazioni di stato religioso. A nome dello Scalabrini International Migration Network, vorrei invitare tutti voi ad abbracciare la nostra missione nel combattere la schiavitù e il traffico umano nell’industria marittima.

Vi ringrazio. Se volete saperne di più sul tema, se desiderate condividere la nostra missione, se volete combattere la schiavitù e il traffico umano nell’industria marittima, vi prego di contattarci!