Il Natale negli Emirati Arabi

Padre Olmes Milani, missionario scalabriniano a Dubai, racconta come viene celebrato il Natale nella parrocchia con il più alto numero di espatriati al mondo

Pur senza alcun riferimento alla nascita di Cristo, luci animate a profusione in negozi, alberghi e luoghi pubblici indicano che anche negli Emirati Arabi si festeggia il Natale. Le celebrazione di una festa dall’origine cristiana in un paese islamico può destare curiosità. A causa della violenza da parte dei gruppi radicali in particolare contro i cristiani, infatti, si tende a supporre, sbagliando, che l’intolleranza sia diffusa.

Un legame vivo

Negli Emirati Arabi tutte le religioni hanno i propri luoghi di culto nelle zone concesse dalle famiglie regnanti. Per tutti gli espatriati che in questo paese non hanno diritto di residenza permanente né possibilità di ottenere la cittadinanza locale, le tradizioni religiose mantengono vivo il legame con i paesi di origine, facilitando il reinserimento al momento del ritorno alle proprie comunità.

Nella chiesa di Santa Maria a Dubai, la parrocchia con il più alto numero di espatriati al mondo, e nelle altre sette chiese sparse in tutto il paese i gruppi nazionali vivono le proprie devozioni liturgiche e organizzano eventi sociali e culturali.

Novene e concerti

Nei tempi forti della Quaresima e dell’Avvento, in aggiunta ai sacerdoti che servono i gruppi linguistici, arrivano altri religiosi dall’Africa e dai paesi asiatici per sostenere i fedeli e amministrare i sacramenti. Lingue asiatiche, latine, sassoni, slave, africane e arabe costituiscono una sinfonia globale. L’internazionalità si respira in tutti i luoghi vicini alla chiesa. Di fronte al portico, nelle notti di venerdì e domenica, i gruppi provenienti da ogni paese sono offrono un concerto di Natale con canti tipici del proprio paese o del gruppo etnico.

Oltre la novena in lingua inglese per tutti, ogni nazionalità prepara il Natale in base alle caratteristiche della propria comunità. Di tutte le nazionalità rappresentate nel paese, il gruppo che provoca un impatto maggiore è quello filippino. Si incontrano da 25mila a 30mila persone in ogni Messa dei nove giorni che precedono la festa di Natale. Ogni celebrazione è caratterizzata da una religiosità semplice, drammatizzata e resa ancora più bella dai canti in onore di Gesù Bambino e Mama Mary.

Una sinfonia di riti

Vale la pena menzionare anche i riti liturgici. Oltre al più popolare rito latino, la chiesa di Santa Maria è uno spazio per la secondo i riti delle tradizioni bizantina, siro-malabarese e siro-malankarese. Naturalmente i cristiani di rito orientale, celebrando la nascita di Cristo il 7 gennaio, prolungano i festeggiamenti. Non c’è dubbio che la chiesa di Santa Maria a Dubai possa essere considerata una finestra sulla Chiesa cattolica nel mondo.

Padre Olmes Milani