Gli italiani a São Paulo

Immigrati in massa in Brasile alla fine dell’Ottocento in cerca di una vita migliore, contribuirono non poco a definire la città. Lo racconta padre Alfredo Gonçalves

Alla fine dell’Ottocento i tantissimi italiani immigrati in Brasile in cerca di una vita migliore contribuirono non poco a definire la città di São Paulo. Ad accompagnare le vicissitudini di questa moltitudine, c’era l’opera di padre Giuseppe Marchetti.

Padre Alfredo Gonçalves, missionario scalabriniano e vice-presidente del Servicio Pastoral de los Migrantes in Brasile (SPM), lo racconta in un breve contributo, che qui vi presentiamo in traduzione.

Una presenza significativa

«A partire dagli ultimi due decenni dell’Ottocento la città di São Paulo conosce una rapida e disordinata crescita in seguito a una notevole espansione demografica. Da un punto di vista sociologico abbiamo in primo luogo l’immigrazione di massa, soprattutto di cittadini italiani, che attraversano l’oceano per sostituire gli schiavi nel lavoro. Ad essa si aggiunge la migrazione interna di quanti, provenienti dalle fattorie dell’interno, si spingono verso la città in seguito alla Lei Áurea varata dalla principessa Dona Isabel, figlia di Dom Pedro II, il 13 maggio 1888.

Dal punto di vista religioso, e più in particolare per quanto riguarda la pastorale dei migranti, a questi due fenomeni si accompagna la breve ma intensa e significativa presenza di padre Giuseppe Marchetti, insieme ad altri missionari dell’opera scalabriniana. I tre aspetti concorrono a illustrare e spiegare il grande e turbolento fiume della “transizione dall’Impero ai primi anni della Repubblica” e non possono essere dissociati, completandosi a vicenda».

Era italiana la maggior parte degli immigrati

«A rivelarlo sono gli scritti di padre Antonio Perotti (Cfr. João Batista Scalabrini e as migrações no contexto histórico das migrações europeias nas Américas, São Paulo, 2020, pp. 33-34). Passiamogli la parola: “In relazione all’immigrazione italiana nello stato di São Paulo, contesto in cui si trovarono a lavorare Marchetti e vari missionari scalabriniani dopo il 1896, è bene ricordare che gli italiani, con circa 1milione di individui nel 1890, rappresentavano il 40% di tutta l’immigrazione. In certi periodi, questa proporzione è aumentata notevolmente, come per esempio tra il 1886 e il 1896.

In questo decennio, la Sociedade Promotora da Migração ha portato nello stato di São Paulo 480.896 immigrati, di cui 353.139 italiani, cioè il 73,4% del totale. (…) È in questo decennio di transizione dall’Impero ai primi anni della Repubblica, in cui una vera e propria valanga di italiani entrò nello stato di São Paulo, che padre Marchetti iniziò il suo apostolato nella capitale e nell’interno del territorio, visitando le piantagioni di caffè.

Tra il 1890 e il 1900 la popolazione della città di São Paulo è quadruplicata: da 64.934 nel 1890 a 239.820 nel 1900. Marchetti arrivò a São Paulo proprio in questo periodo della sua espansione demografica, quando la popolazione straniera, soprattutto italiana, superava di gran lunga quella brasiliana».

Una città accampamento

«Osservazioni simili di Perotti, a loro volta, ci portano all’opera di Sérgio Buarque de Holanda, Raízes do Brasil. Secondo il rinomato storico, mentre le città delle colonie spagnole si formavano con un relativo ordine – un caratteristico centro di potere civile e religioso da cui partono le strade relativamente ben tracciate – le città di questa gigantesca colonia portoghese, Terra de Santa Cruz, tendevano a crescere come veri e propri accampamenti.

Se la città di São Paulo si sviluppava già con questi segni impressi, la migrazione interna e l’immigrazione italiana non fecero che accentuarne i tratti. Lo stesso si può dire dell’afflusso di altri paesi europei, della gente del nord-est del Brasile, degli ispanici, degli asiatici, e ora del mondo intero».

Il venerabile padre Marchetti

Dopo aver ascoltato una conferenza di monsignor Giovanni Battista Scalabrini sull’emigrazione italiana in America, il giovane sacerdote Giuseppe Marchetti si mise subito a sua disposizione, dedicando la vita ai piccoli orfani approdati in Brasile con i flussi migratori che, tra il XIX e il XX secolo, condussero via dall’Italia quasi cinque milioni di persone.

Proprio per loro fondò a São Paulo un’opera per la tutela dell’infanzia abbandonata (l’attuale Instituto Cristovão Colombo). Padre Marchetti morì il 14 dicembre 1896. Il 5 maggio 2000 gli è stato riconosciuto il titolo di Servo di Dio e l’8 luglio 2016 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto sulle sue virtù eroiche. Le spoglie del venerabile padre Marchetti sono oggi custodite nella Paróquia São João Batista di Ipiranga.