L’importante ruolo scalabriniano nell’attuazione dell’Agenda 2030

Ne ha parlato il 9 febbraio 2021 il superiore generale scalabriniano padre Chiarello durante un incontro della serie Crossover, organizzato dall’ASCS

Dal 26 gennaio 2021 in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Network (SIMN) e alla Chiesa del Carmine di Milano, ogni martedì dalle ore 18,00 l’Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo (ASCS) presenta in live streaming sul suo canale YouTube e sulla sua pagina Facebook un momento di incontro e dialogo tra giovani ed esperti del fenomeno migratorio: Crossover: dialoghi per comprendere la complessità delle migrazioni.

Gli incontri, della durata di quaranticunque minuti, sono moderati da giovani volontari. Ospite del terzo appuntamento della serie, trasmesso il 9 febbraio 2021 e avente per titolo Agenda ONU 2030: le risposte degli scalabriniani alle sfide della mobilità umana, è stato padre Leonir Chiarello, superiore generale della congregazione scalabriniana. Insieme a lui anche padre René Manenti, parroco della chiesa del Carmine.

Le migrazioni, tema trasversale

Dopo un’introduzione in cui ha spiegato cos’è l’Agenda 2030un piano condiviso tra gli stati membri dell’Onu per raggiungere lo sviluppo sostenibile basandosi su tre elementi fondamentali: inclusione sociale, tutela dell’ambiente e crescita economica») e i passaggi che hanno condotto alla sua elaborazione, padre Chiarello è passato a illustrare il coinvolgimento scalabriniano nel programma di azione che, in diciassette obiettivi (gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile o Sustainable Development Goals, SDGs), sintetizza i principali traguardi da raggiungere entro il 2030 (da cui il nome).

Il tema dei migranti attraversa trasversalmente gli obiettivi comuni e i traguardi specifici di un’impresa che appare ancora oggi molto ambiziosa e che si estende su cinque grandi aree identificate da altrettante P: Persone, Pianeta, Prosperità, Pace e Partnership. «In queste cinque dimensioni – ha dichiarato padre Chiarello – noi scalabriniani cerchiamo di contribuire con la coerenza tematica (molte delle aree di questa agenda coincidono con le aree del nostro lavoro) e la consistenza geografica (cerchiamo cioè di attuare i programmi in tutti i paesi in cui siamo, in sintonia con l’Agenda e tenendo presente la nostra missione specifica)».

Il contributo scalabriniano nell’elaborazione del programma

Gli scalabriniani hanno svolto un ruolo attivo nel processo di definizione di quest’Agenda, che si propone come un appello urgente a porre fine alla povertà e alla fame, a promuovere poi salute e benessere, educazione di qualità, parità di genere ecc. Hanno infatti partecipato alla conferenza delle Nazioni Unite Rio+20 (nel 2012), alla proposta di agenda tra il 2013 e il 2015 (tramite il SIMN e il Center for Migration Studies di New York (CMS) ma soprattutto al processo di negoziazioni tra gli stati e le agenzie internazionali e le organizzazioni della società civile tra il mese di gennaio e agosto 2015.

La prima delle quattro aree di attuazione nelle quali i missionari sono coinvolti per il raggiungimento degli obiettivi è quella dei programmi e dei servizi: «Sosteniamo diversi programmi di accoglienza, protezione e promozione dei diritti dei migranti, dei rifugiati, dei marittimi in trentatré paesi, attraverso Case del migrante, centri di accoglienza, missioni e parrocchie. Cerchiamo di collaborare con gli stati e gli organismi internazionali e le organizzazioni della società civile soprattutto per sconfiggere la povertà e la fame [obiettivi 1 e 2, ndr]: in vari nostri centri, Cúcuta in Colombia ad esempio, abbiamo accordi con il World Food Programme dell’ONU per garantire l’alimentazione. In quasi tutte queste le nostre strutture offriamo poi servizi per la salute e l’educazione [obiettivi 3 e 4, ndr] con programmi appositi per i migranti, per i quali promuoviamo anche un lavoro dignitoso [obiettivo 8, ndr]».

C’è poi un’attività condotta soprattutto dalla rete degli Scalabrini Migration Study Centers (SMSC), i sette centri scalabriniani di studio sulle migrazioni con sede Roma, Parigi, Cape Town, Buenos Aires, Sao Paulo, Manila, New York, ed è quella di ricerca e monitoraggio di tutti gli obiettivi. «Attraverso le loro riviste specializzate e gli incontri specifici, soprattutto il CMS di New York, che si trova accanto alla sede dell’ONU, si conducono degli studi e ricerche sull’attuazione e il monitoraggio dell’Agenda».

Monitoraggio e partnership

Proprio il CMS è, insieme al SIMN, un’agenzia che può vantare lo status consultivo all’ONU: «Attraverso di loro possiamo partecipare a tutti i processi di dialogo e monitoraggio e attuazione – ha aggiunto padre Chiarello in riferimento alla terza area, quella di advocacy e implementation non solo per i temi che riguardano le migrazioni e i rifugiati ma anche per tutta l’agenda dell’ONU».

Per parlare di partnership, quarta area di coinvolgimento scalabriniano, il superiore generale ha citato il recentissimo Memorandum d’intesa per la collaborazione a livello globale, l’accordo siglato il 9 febbraio 2021 dal SIMN con lUNHCR, the UN Refugee Agency, rappresentati rispettivamente da Filippo Grandi, alto ufficiale delle Nazioni Unite, e padre Sergio Dall’Agnese, direttore SIMN nella regione, dopo una visita al Centro Integrado de Atención al Migrante (CIAMI) di Bogotá.

«Per contribuire con gli organismi internazionali, i governi e le organizzazioni della società civile all’attuazione dell’agenda 2030, come scalabriniani promuoviamo anche un’iniziativa specifica riguardante l’obiettivo 16, che è il tema della pace e giustizia: il Forum internazionale su migrazione e pace, altro esempio di dialogo e riflessione sulla violenza e l’ingiustizia come causa dell’emigrazione».