Usa: con i migranti nelle grandi metropoli

Si sta concludendo la visita canonica della direzione generale scalabriniana nella provincia “San Giovanni Battista”, nel territorio delle Americhe. Il racconto di padre Alessandro Gazzola

Villa Scalabrini

In California, lungo la costa del Pacifico, dove si trovano città come Los Angeles o San Francisco che non hanno bisogno di presentazione, sorge la nostra Villa Scalabrini (cfr. Scalabriniani, pp. 26-27). Un complesso enorme, una casa di riposo nel quartiere Sun Valley. Ideatore e fautore di questa iniziativa fu padre Luigi Donanzan, che con audacia e tenacia è riuscito a tirar su un’opera che oggi accoglie quasi duecentocinquanta persone. Nella parte più interna della tenuta trova spazio anche una casa per i nostri confratelli che si ritirano a causa degli anni che pesano o per la salute un po’ malferma.

Attualmente vivono qui cinque padri scalabriniani: Albert Corradin, Giuseppe Vicentini (Scalabriniani, pp. 17-18), Guillermo Garcia, Vincent Cutrara e Mario Rauzi. Una compagnia tranquilla che può contare sulla presenza e sul sostegno degli altri confratelli che operano nel vicino seminario o nelle altre due parrocchie che abbiamo in città.

Il seminario

Accanto a Villa Scalabrini sorge infatti anche un seminario, lo Scalabrini Discernment House. Un’altra accogliente costruzione dove ci sono attualmente tre giovani che si preparano per diventare missionari scalabriniani. A guidarli in questo percorso ci sono padre Ramiro Chán (rettore e direttore di Villa Scalabrini), padre Candelario Morán Patiño (animatore), padre Raniero Alessandrini (direttore spirituale) e padre Leandro Fossà, incaricato dell’animazione e promozione vocazionale.

A poca distanza abbiamo la parrocchia di Holy Rosary. Qui la realtà socio-economica cambia radicalmente. È una zona abitata densamente e prevalentemente da immigrati di origine latina. Nelle strutture di questa nostra parrocchia c’è un viavai continuo di persone che partecipano alle innumerevoli attività, non ultima la scuola.

Il parroco, padre Marvin Ajic Arana, e il vice parroco, padre Julio López, hanno il loro gran da fare per cercare di rispondere alle molteplici necessità di vario carattere. Per finire, quasi al centro di Los Angeles resiste ancora con vitalità l’altra parrocchia scalabriniana di Saint Peter (in questo contesto è infatti rimasta l’unica chiesa dove ancora si ritrova una modesta collettività italiana). Padre Luigi Piran e padre Luigi Gandolfi si rimboccano quotidianamente le maniche per offrire un servizio che accompagni questa comunità dignitosamente e, nello stesso tempo, mostri il volto dell’accoglienza, aprendo a varie iniziative la bella e funzionale sala della Casa italiana adiacente alla parrocchia. I padri accompagnano e servono anche la comunità ispanica, che ha come punto di riferimento il santuario di San Corrado.

La chiesa di Holy Cross

Il 16 novembre 2014 in seguito ad un corto circuito elettrico un pauroso incendio distrusse la chiesa di Holy Cross. Si salvarono poche cose: i muri perimetrali, le antiche vetrate e la grande croce che stava nel presbiterio. Ora al suo posto si può vedere, con una certa tristezza, uno spazio recintato e pieno di erbacce. Se tutto andrà bene, fra un anno e mezzo dovrebbe esserci già il nuovo sacro edificio, che la gente aspetta con ansia e premura.

Qui in San José, a pochi kilometri da San Francisco e molto vicino alla famosa Silicon Valley, gli scalabriniani arrivarono nel 1961. Allora i nostri padri si dettero subito da fare per assistere e animare la notevole comunità di emigrati italiani, soprattutto di origine siciliana, che qui avevano trovato lavoro nel settore della pesca. Dagli anni Novanta questa nostra parrocchia si è aperta ai fedeli di origine latinoamericana, dando nuova linfa e vitalità al cammino comunitario.

Tre sono i confratelli impegnati in questo momento nel servizio di animazione pastorale: padre Livio Stella, il parroco, padre Abner Ables, viceparroco, e fratel Raul Ochoa, incaricato del settore della catechesi. Una comunità religiosa che, come ormai tante altre, vede insieme storie, culture ed esperienze diverse che rispecchiano il nuovo volto missionario della nostra congregazione.

Ora si sta guardando il futuro di questa nostra parrocchia. Diversi interrogativi stanno dinanzi e ci si chiede quale potrà essere la strada da percorrere perché il nostro lavoro qui diventi sempre più, secondo i criteri indicati dall’ultimo capitolo generale, una presenza significativa, esemplare e specifica.

Chicago

La visita alle varie comunità scalabriniane della provincia San Giovanni Battista giunge poi in un’altra delle grandi metropoli degli USA: Chicago. Dalla fine dell’Ottocento questa città è stata la meta preferita di tante ondate migratorie. Il mondo del commercio, dell’industria e degli affari ha qui il suo cuore pulsante. Tra i primati, purtroppo, emerge anche quello della violenza: dall’inizio dell’anno a oggi si contano più di 1.250 morti a causa della criminalità.

I missionari scalabriniani arrivati nei primi anni del Novecento hanno compiuto un’opera immensa, soprattutto nei confronti della numerosissima comunità italiana. Oggi sono rimaste soltanto tre delle iniziali dodici parrocchie dedicate all’assistenza ai migranti (una in città e le altre due nei dintorni). Nel 1939 le prospettive vocazionali erano così promettenti che fu costruito qui, a Stone Park, il primo seminario scalabriniano fuori dall’Italia.

La chiesa di Santa Maria Addolorata, dove si trovano padre Firmo Mantovani, padre Gino Dal Piaz e monsignor Lawrence Sabatini, è la parrocchia che funge da baluardo in città. Gode ancora di una discreta partecipazione della comunità, ma ha risentito fortemente di un cambio residenziale e urbanistico del quartiere che ha visto i dintorni trasformarsi in uffici.

A Melrose Park, centro residenziale molto curato e pieno di verde alla periferia di Chicago, abbiamo le altre due parrocchie: il santuario di Our Lady of Mount Carmel – dove lavorano padre Miguel Alvarez, padre Augusto Feccia e padre Juan Francisco Aguiare la parrocchia di St. Charles Borromeo – dove sono impegnati padre Luiz Kendzierski, padre Atanasius Dewantara e padre Jesús Ramírez Cerda. Entrambe le parrocchie hanno una grande vitalità, dovuta soprattutto alla presenza massiccia di migranti latinos.

Non possiamo tralasciare un dettaglio importante: a Chicago c’è la sede della casa provinciale. Oltre a padre Clair Orso, superiore provinciale, vi lavora padre Aldo Vendramin, che si occupa dello Scalabrini Development Office. Un ufficio che ha l’obiettivo di far conoscere la nostra congregazione (il nostro carisma e la realtà migratoria) e di raccogliere fondi per le varie attività della provincia scalabriniana.

Padre Alessandro Gazzola